Il mio blog principale: http://mikelogulhi.blogspot.com
Il blog centrale in italiano (dove puoi vedere, a destra, quali sono gli ultimi blog in italiano aggiornati): http://ilmondofuturo.blogspot.com

venerdì 5 ottobre 2012

Cuba, arrestata blogger Yoani Sanchez Voleva protestare contro processo a Carromero

da www.repubblica.it

DISSIDENZA

Insieme alla donna sono finiti in manette anche il marito e altri attivisti. La blogger è accusata di essersi recata a Bayamo (est di Cuba) per "danneggiare il processo contro il politico spagnolo", ritenuto responsabile della morte del dissidente Oswaldo Payà e un altro oppositore cubano, Harold Cepero

L'AVANA - La blogger cubana Yoani Sanchez è stata arrestata ieri a Bayamo insieme al marito, il giornalista Reinaldo Escobar, e altri attivisti. Lo ha riferito il giornalista filogovernativo Garcia Ginarte, secondo quando riporta il sito web Cubaencuentro. La notizia è stata confermata su Twitter da altre fonti, riferisce il sito.

Sembra che gli attivisti volessero coprire il processo che si celebrà oggi a Bayamo al giovane politico spagnolo Angel Carromero, accusato di omicidio dopo la morte in un incidente stradale dei dissidenti Oswaldo Paya e Harold Cepero. Ginarte ha detto che la blogger - da lui definita "pronordamericana" - è stata arrestata per non consentirle di fare uno "show mediatico". Yoani Sanchez è anche corrispondente da Cuba per El Pais.

Yoani Sanchez e il marito "sono al momento irraggiungibili in quanto i loro cellulari sono in mano alla polizia segreta cubana", ha detto il dissidente Elizardo Sanchez, che ha riferito di aver avuto conferma degli arresti a Bayamo attraverso "familiari della Sanchez".

Regime: "Reporter illegale di El Pais". Yoani Sanchez è stata "arrestata dalle autorità locali" nelle sue "funzioni di corrispondente illegale" del quotidiano spagnolo El Pais, ha detto Yunior Garcia Ginarte. La Sanchez, ha tuonato Ginarte, è "pro-americana" ed era andata a Bayamo "per inscenare uno 'show provocatorio in occasione del processo contro Angel Carromero. Un altro blogger, lo scrittore Orlando Luis Pardo Lazo, ha reso noto dal canto suo di aver ricevuto una telefonata del figlio della Sanchez e di Escobar, Teo, dicendogli che i genitori erano stati portati presso il commissariato della polizia di Bayamo nella tarda serata di ieri e che solo molte ore dopo erano riusciti a parlare con il ragazzo. La notizia del duplice arresto sta avendo in queste ore grande risalto sulle reti sociali che seguono Cuba.

Anche il blogger di regime 'Yoandri', funzionario della sicurezza di Stato dell'Avana, ha confermato l'arresto, bollando la Sanchez come "blogger filo-americana" e accusandola di essersi recata a Bayamo (est di Cuba) per "danneggiare il processo contro Carromero, compiere una provocazione e fare uno show a beneficio della stampa" straniera.

L'accusa a Carromero. Il giovane attivista spagnolo del Partido Popular di Madrid Angel Carromero è stato accusato dalle autorità castriste di omicidio colposo per l'incidente stradale nel quale, lo scorso 22 luglio, sono morti il dissidente Oswaldo Payà e un altro oppositore cubano, Harold Cepero, e rischia 7 anni di carcere. La versione ufficiale sulla morte di Payà è peraltro contestata dai familiari e da ambienti del dissenso.

Chi è Yoani Sanchez. Yoani Maria Sanchez Cordera, nata a l'Avana il 4 settembre del 1975, si è resa famosa in tutto il mondo per il suo blog Generacion Y, tradotto in 20 lingue e creato nel 2007 in collaborazione con un server tedesco, sul quale l'attivista pubblica regolarmente storie di vita cubana, caratterizzate da un tono critico nei confronti del governo.

La Sanchez è una delle più influenti voci sulla realtà castrista. È stata spesso perseguitata dai mezzi di repressione ufficiali cubani e le pagine del suo blog sono state non in rare occasioni vandalizzate. Era già stata arrestata il 6 novembre 2009 1 nelle strade della capitale mentre si recava a una manifestazione contro la violenza, insieme ad altri blogger amici subendo "abusi verbali e pesanti percosse". In molti, vicini ideologicamente al regime, la considerano una finta dissidente finanziata dagli Stati Uniti in chiave anticastrista. Il 16 dicembre del 2010 Wikileaks pubblicò un cablogramma in cui Yoani Sanchez lamentava ai diplomatici americani l'impossibilità di fare acquisti su Internet tramite pay pal e annunciava che "simili angoscianti restrizioni" alle libertà personali non possono che "favorire un cambiamento".

Per il suo blog ha ricevuto il premio Ortega y Gasset istituito dal quotidiano spagnolo El Pais ed è stata selezionata dalla rivista Time come una delle 100 persone più influenti del 2008. Il 27 novembre 2008, la televisione tedesca Deutsche Welle le ha assegnato il premio The Bobs 2008 al meglior weblog internazionale.

Le reazioni. "Seguiamo con molta preoccupazione le notizie relative all'arresto di Yoani Sanchez e di suo marito Reinaldo Escobar. Si tratta dell'ultimo di una serie reiterata di episodi intollerabili che colpiscono giornalisti, blogger e difensori dei diritti umani arrestati nello svolgimento del loro quotidiano impegno umano e professionale", ha dichiarato Francesca D'Ulisse, responsabile America Latina del Pd. "D'altra parte - ha aggiunto - crediamo sia giunto il momento che a Cuba le riforme economiche siano accompagnate da libertà di stampa e di espressione. La comunità internazionale considererebbe un processo dimezzato qualsiasi operazione in cui si riformasse il sistema economico e non si prevedesse, allo stesso tempo, la piena tutela dei diritti e delle libertà fondamentali".
 
(05 ottobre 2012)

lunedì 2 luglio 2012

Messico: Nieto è il nuovo presidente

da www.eilmensile.it

2 luglio 2012versione stampabile
Enrique Pena Nieto è il nuovo presidente del Messico. La vittoria di Nieto è stata ufficializzata poche ore fa da una nota dell’organismo federale elettorale del Messico (Ife).
Daniel Aguilar/Getty Images
Dagli exit poll e dai primi dati scrutinati è risultato che il 45enne candidato del Partito rivoluzionario istituzionale (Pri) ha ottenuto il 38 percento dei voti contro il 31 percento del suo rivale più vicino, Andres Manuel Lopez Obrador del Partito della Rivoluzione democratica (Prd). Pena Nieto ha segnato il ritorno del suo partito, il Pri, che aveva governato il Messico per 71 ani prima di perdere il potere nel 2000 a causa della sua impronta autoritaria e di numerosi casi di corruzione. “I messicani hanno dato un’altra opportunità al nostro partito, la onoreremo con i risultati”, ha promesso. Poi un appello alla riconciliazione: “Nel Messico di oggi, plurale e democratico, tutti abbiamo un ruolo, il giorno delle elezioni è passato e ora il Paese chiede l’unità di tutti i messicani”.
Delusione per Josefina Vazquez Mota, la candidata del Partito d’azione nazionale (Pan) del presidente uscente e non rieleggibile, Felipe Calderon, che ha ottenuto meno del 26 percento. Obrador nel 2006 perse per un soffio da Calderon, denuncià brogli e convocò proteste massicce che bloccarono le strade per mesi. Stavolta i candidati alla presidenza hanno firmato un patto in cui si impegnano ad accettare i risultati del voto, che si è svolto sotto gli occhi di quasi 700 osservatori internazionali di 69 Paesi.

lunedì 18 giugno 2012

Nicaragua, il progetto ambizioso di un nuovo canale

da www.eilmensile.it

18 giugno 2012versione stampabile
A.G.
Il governo di Daniel Ortega vuole costruire un canale che porti le imbarcazioni dal mar dei Caraibi all’oceano Pacifico. Oggi, l’unica soluzione per chi vuole passare da un Oceano all’altro è usare il Canale di Panama, oppure circumnavigare il Sudamerica, con tutti i rischi del caso e i costi altissimi.

Il progetto, ambizioso, è giunto sul tavolo di Paul Oquist, segretario per le opere pubbliche del governo di Ortega. Una volta presentato in Parlamento, il progetto non potrà che essere approvato con velocità, considerata la maggioranza schiacciante del Frente Sandinista de Liberacion, la formazione politica in cui milita Ortega.
“Con questa iniziativa facciamo un passo in avanti e diamo un segnale chiaro a tutto i paesi dell’area e al resto del mondo che il Nicaragua si sta muovendo con quello che è da considerare come un progetto storico utile e necessario per l’umanità” ha detto Oquist.
Secondo le prime stime il nuovo canale potrebbe essere terminato in circa dieci anni per un costo complessivo di circa 23 miliardi di euro (30 miliardi di dollari). Una cifra da capogiro (anche se il vero costo è dato dalla distruzione di intere aree ambientali protette), che potrebbe essere finanziata dal Nicaragua e da alcuni paesi (Venezuela, Brasile, Cina, Giappone, Corea del Sud e Russia), che entrerebbero nel consorzio che si occuperà della costruzione e della gestione del canale.
Gli ingegneri nicaraguensi hanno già identificato più di un’area dove costruire il nuovo Canale. Ma qui potrebbe sorgere un problema. Infatti, parte del percorso potrebbe utilizzare le acque del fiume San Juan, che nasce nel lago Cocibolca e sfocia nel mar dei Caraibi. Il problema è che le acque del fiume sono una frontiera naturale fra Nicaragua e Costa Rica, che non vivono in buoni rapporti ormai da qualche anno per via della diatriba su un isolotto posto proprio in mezzo a quel fiume.

La cancelleria di Stato della Costa Rica ha inviato a Managua una nota per sollecitare l’invio di informazioni tecniche che riguardano la costruzione del canale, che potrebbe ledere i diritti territoriali di San Josè. E ha ricordati i trattati firmati nel corso del ’900 sulle delimitazioni delle frontiere.
“Il Nicaragua non può pretendere di realizzare un canale interoceanico senza ascoltare ciò che dicono dalla Costa Rica, la cui opinione, viste le comuni acque di frontiera, è vincolante” si legge nella nota diffusa dall’amministrazione di San Josè.
Ora, il progetto si trova sui tavoli da lavoro degli esperti ingegneri nicaraguensi. A loro tocca il difficile compito di creare un’opera faraonica e allo stesso tempo non scontentare troppo le organizzazioni ambientali, impeganti a difendere la biodiversità delle aree sottoposte a studio. Da loro un secco no alla costruzione del canale che comprometterebbe davvero troppo la natura locale.

lunedì 21 maggio 2012

Rep. Dominicana, Danilo Medina nuovo presidente

da www.eilmensile.it

21 maggio 2012versione stampabile
Roberto Codazzi
Photo credit should read JUAN BARRETO/AFP/GettyImages
Con oltre il 95 per cento dei voti scrutinati Danilo Medina, candidato per il partito del Presidente uscente, il PLD, può tranquillamente dichiararsi il nuovo presidente della Repubblica Dominicana avendo raccolto il 51,30 per cento dei voti validi contro il 46,91 per cento di Hipolito Mejia. Briciole agli altri candidati, come era prevedibile, con un discreto risultato del candidato di sinistra Gullermo Moreno che raggiunge l’1,35 per cento triplicando i voti raccolti quattro anni fa.
Danilo, che ha presentato come vice-presidente la moglie del presidente uscente Leonel Fernandez, verrà proclamato il 16 agosto.
La giornata elettorale è trascorsa tra momenti di tensione, soprattutto nel sud del paese, con diversi casi di persone rimaste ferite tra scontri di sostenitori delle opposte fazioni, e reciproche accuse di brogli con casi eclatanti anche in Spagna. Durante la notte di conteggio il partito di Hipolito Mejia (PRD), ha accusato da Giunta elettorale di non permettere un controllo da parte dei suoi rappresentanti ma non sussistono presupposti che possano far pensare che il risultato elettorale non venga riconosciuto da tutte le parti.
Una nota di colore è stato il voto del presidente del PRD, già candidato presidenziale nel 2008, Miguel Vargas, negli ultimi mesi in rotta con il candidato del suo partito. Per fugare ogni dubbio sul suo appoggio si è fatto fotografare durante l’atto di apporre la croce sul nome di Hipolito Mejia, in barba al voto segreto.

giovedì 17 maggio 2012

Haiti, Laurent Lamothe è il nuovo primo ministro del Paese

da www.eilmensile.it

17 maggio 2012versione stampabile
Laurent Lamothe è il nuovo Primo Ministro di Haiti, dopo il conferimento dell’incarico arrivato nella giornata di ieri nella capitale del Paese, Port au Prince. Lamothe è il quarto premier nominato nell’ultimo anno.
“Fare fronte all’estrema povertà del Paese e dare un nuovo impulso alla ricostruzione dopo il terremoto del gennaio 2010″ queste le prime parole pronunciate dal Premier.
Lamothe subentra a Gary Conille, che nel febbraio scorso, dopo una serie infinita di lotte interne al governo, aveva lasciato l’incarico e gettato nel panico la comunità internazionale che ancora una volta si trovava senza un referente politico nell’isola.

venerdì 20 aprile 2012

Honduras, rivolta di migliaia di campesinos Terreni occupati contro fame e povertà

da www.ilfattoquotidiano.it

Braccianti in rivolta in tutto il Paese: hanno celebrato la giornata internazionale delle lotte contadine con centinaia di occupazioni di 12mila ettari di terra. E' l'ultimo atto in ordine di tempo delle proteste che dagli anni Sessanta del secolo scorso li oppongono ai latifondisti e al governo per conquistare il diritto a coltivare aree che dichiarano essere pubbliche

I campesinos honduregni hanno celebrato la giornata internazionale delle lotte contadine con centinaia di occupazioni di terreni agricoli in tutto il Paese. Nella notte tra martedì e mercoledì migliaia di piccoli contadini hanno occupato pacificamente 12mila ettari di terra, nell’ultimo atto in ordine di tempo della lotta che dagli anni Sessanta del secolo scorso li oppone ai latifondisti e al governo per affermare il loro diritto a coltivare terreni che dichiarano essere pubblici.

L’azione più eclatante è avvenuta vicino alla città di San Pedro Sula, nel nord dell’Honduras, dove oltre 1.500 contadini hanno occupato una piantagione di canna da zucchero. Ma il movimento ha avuto portata nazionale con occupazioni in otto dipartimenti: Yoro e Cortés a nord, Santa Bárbara, Intibucá a ovest, Comayagua, Francisco Morazán al centro, El Paraíso a est e Choluteca nel sud. A San Manuel, 22 chilometri a nord della capitale Tagucigalpa, una decina di manifestanti è anche riuscita a mantenere per tutta la notte scorsa un presidio in una piantagione di canna da zucchero da 2.500 ettari sgomberata dall’intervento di polizia ed esercito.

“I contadini stanno aspettando da 15 anni. In tutto questo tempo hanno accumulato soltanto disperazione. Cosa possono fare? Occupare i terreni” ha spiegato all’agenzia France Presse il presidente dell’organizzazione non governativa Via Campesina, la più importante rete mondiale di movimenti contadini, Rafael Alegría, considerato dalla polizia l’ispiratore delle proteste. “Stiamo parlando di fame. I contadini sono disperati perché non hanno accesso alla terra e ci stiamo avvicinando alla stagione della semina a maggio” ha aggiunto. Le statistiche gli danno ragione. Secondo la Banca mondiale il 60 per cento della popolazione dell’Honduras vive sotto il livello di povertà, mentre i dati della Commissione economica dell’America Latina dicono che il 72 per cento delle famiglie nelle aree rurali vive in condizioni di povertà estrema.

Per il direttore dell’Istituto nazionale di politica agraria, César Ham, che ha rango di ministro, dietro le occupazioni ci sarebbe invece Juan Barahona, uno dei leader del Fronte nazionale di resistenza popolare, movimento che riunisce i sostenitori dell’ex presidente Manuel Zelaya, deposto con un colpo di stato a giugno del 2009 e promotore l’anno prima di una legge di riforma agraria. Dai microfoni dell’emittente radiofonica HRN, Ham ha definito le manifestazioni “ingiustificabili” ricordando come da gennaio 2010 il presidente conservatore Porfirio Lobo – che ha preso il posto del golpista Roberto Micheletti - abbia assegnato circa 35mila ettari a gruppi contadini che li attendevano da 30 e, in alcuni casi, da 45 anni. I contadini puntano ad avviare un dialogo con il governo.

“Vogliamo evitare lo scontro”, ha detto il portavoce di Via Campesina, Mabel Marquez. Dal 2009 sono stati almeno 50 i morti nelle dispute terriere, di cui almeno la metà contadini o attivisti e giornalisti vicini alle loro rivendicazioni. Gli ultimi omicidi in ordine di tempo risalgono ad appena una settimana fa nella settentrionale valle dell’Aguan. Le vittime sono Adoni Lopez, di 43 anni, e Arnold Rombles, di 50, entrambi militanti del Mivimento unificado campesino, freddati da sicari a volto coperto. A metà marzo, nello stesso luogo un gruppo armato aveva assaltato un’unità dell’esercito ferendo cinque soldati, di cui uno in modo grave. Appena due giorni dopo fu assassinato un altro contadino.

Il capo di Stato maggiore delle Forze Armate, René Osorio, ha accusato in più occasioni Venezuela e Nicaragua di essere dietro queste azioni ed essere sostenitori dei campesinos e ad agosto dell’anno scorso ha avviato la cosiddetta Operación Xatruch per “pacificare la zona”. Di contro i contadini hanno sempre negato le accuse ricevendo a marzo l’inaspettato sostegno di 94 parlamentari democratici statunitensi firmatari di una lettera al segretario di Stato, Hillary Clinton, per chiedere a Washington di sospendere gli aiuti all’esercito e alla polizia honduregna e indagare sulle sempre più frequenti accuse di violazione dei diritti umani contro le forze di sicurezza di Tegucigalpa.

di Andrea Pira

giovedì 12 aprile 2012

Forte sisma in Messico: evacuazioni terremoto colpisce anche le coste Usa

da www.repubblica.it

AMERICA

Due potenti scosse (5,9 al largo dell'Oregon, 7,0 a 200 chilometri da Acapulco) hanno colpito la costa Pacifica dell'America del Nord. Non ci sono notizie di danni

CITTÀ DEL MESSICO - Doppia forte scossa di terremoto nella costa occidentale dell'America. Secondo le rilevazioni dell'istituto geosismico americano, un sisma di magnitudo 7 è stato registrato in Messico, a 207 miglia da Acapulco.

Il terremoto è stato avvertito anche a Città del Messico, dove la gente si è riversata in strada. Il sindaco ha
però rassicurato sulla situazione sottolineando che i servizi pubblici, dagli ospedali alla metropolitana, funzionano regolarmente.

Un altro sisma, del 6,2, aveva colpito poco prima la costa al largo dell'Oregon, a nord della California. La scossa, alle 15.40 ora locale, è avvenuta a 160 chilometri dalla città di Bandon, con ipocentro a 13 chilometri di profondità. Nessun allarme tsunami è stato emesso.

Non ci sono al momento segnalazioni di danni in nessuno dei due terremoti.

(12 aprile 2012) © Riproduzione riservata

sabato 24 marzo 2012

Il Papa è arrivato in Messico "La Chiesa non è potere politico"

da www.repubblica.it

IL CASO

Benedetto XVI è giunto a Leon. Folla oceanica sul percorso. Era partito da Roma accompagnato da Monti. Sul volo ha toccato i temi della visita: "Libertà di coscienza e di religione", "smascherare i mali della droga". "Il marxismo è superato"

LEON - Un breve inchino e un saluto a mani giunte, poi la discesa senza nessun impaccio dalla scaletta dell'aereo, ai cui piedi era atteso dal presidente del messico Felipe Calderon.Il boeing 777 Alitalia con a bordo Benedetto XVI è atterrato all'aeroporto di Bajio della città messicana di Silao. Il Papa inizia così la visita apostolica in Messico, prima tappa dell'atteso viaggio che porterà il Pontefice a Cuba. 1 Una grande folla, certamente oltre 100 mila persone, è schierata lungo le strade sin dal primo mattino per salutarlo. Ma è l'intero Messico ad aver vestito questa sera i colori del Vaticano, bandiere bianco gialle sono infatti esposte in tutte le città.

Benedetto XVI era partito nella mattinata da Roma per il suo ventitreesimo viaggio apostolico, con la tappa a Cuba partidcolarmente densa di significati e di attese. "La Chiesa non è un potere politico", ha detto il Papa durante il volo. "Il suo compito è educare le coscienze alla responsabilità morale, smascherare l'idolatria del denaro che schiavizza gli uomini, smascherare il male e le false promesse, smascherare la menzogna e la truffa che sono dietro la droga", quest'ultima notazione con un chiaro riferimento al dramma del narcotraffico in Messico.

E a chi gli ha chiesto quale è il motivo del suo viaggio, il pontefice ha risposto: "Vado per incoraggiare e per imparare, per confortare nella fede, nella speranza e nella carità. L'ideologia marxista non risponde più alla realtà", ma non per questo la Chiesa smette di condannare le ingiustizie sociali". Il pontefice ha sottolineato poi che la sua visita si compie sulle tracce dei viaggi di Giovanni Paolo II in terra cubana e messicana.

venerdì 16 marzo 2012

Guatemala, Onu chiede abolizione pena di morte

da www.eilmensile.it

16 marzo 2012versione stampabile

L’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Navy Pillay, dopo una visita di cinque giorni nel paese, ha chiesto l’abolizione della pena di morte, che in Guatemala si svolge per iniezione letale. La richiesta ufficiale è stata consegnata al presidente del parlamento, Gudy Rivera, e ai vertici della Corte Suprema: “E’ un gesto che apprezzeremmo” ha detto Pillay.

Nonostante sia ancora in vigore, negli ultimi ventisette casi la pena capitale è stata sempre commutata in ergastolo, è dunque coperta da una moratoria di fatto, che comunque non basta per scongiurarla. L’ultima volta è stata applicata nel 1998; fino al 1996 (anno in cui si concluse la guerra civile cominciata nel 1960) era eseguita per fucilazione. In Guatemala persiste in ogni caso un vuoto legale riguardo a chi detenga la facoltà di concedere l’indulto o di commutare la sentenza e per l’abolizione è richiesta una modifica della Costituzione.

La pena capitale in vigore in diversi paesi americani oltre al Guatemala: Stati Uniti, Cuba, Belize, Guyana, oltre a una decina di isole anglofone dei Caraibi.