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sabato 24 marzo 2012

Il Papa è arrivato in Messico "La Chiesa non è potere politico"

da www.repubblica.it

IL CASO

Benedetto XVI è giunto a Leon. Folla oceanica sul percorso. Era partito da Roma accompagnato da Monti. Sul volo ha toccato i temi della visita: "Libertà di coscienza e di religione", "smascherare i mali della droga". "Il marxismo è superato"

LEON - Un breve inchino e un saluto a mani giunte, poi la discesa senza nessun impaccio dalla scaletta dell'aereo, ai cui piedi era atteso dal presidente del messico Felipe Calderon.Il boeing 777 Alitalia con a bordo Benedetto XVI è atterrato all'aeroporto di Bajio della città messicana di Silao. Il Papa inizia così la visita apostolica in Messico, prima tappa dell'atteso viaggio che porterà il Pontefice a Cuba. 1 Una grande folla, certamente oltre 100 mila persone, è schierata lungo le strade sin dal primo mattino per salutarlo. Ma è l'intero Messico ad aver vestito questa sera i colori del Vaticano, bandiere bianco gialle sono infatti esposte in tutte le città.

Benedetto XVI era partito nella mattinata da Roma per il suo ventitreesimo viaggio apostolico, con la tappa a Cuba partidcolarmente densa di significati e di attese. "La Chiesa non è un potere politico", ha detto il Papa durante il volo. "Il suo compito è educare le coscienze alla responsabilità morale, smascherare l'idolatria del denaro che schiavizza gli uomini, smascherare il male e le false promesse, smascherare la menzogna e la truffa che sono dietro la droga", quest'ultima notazione con un chiaro riferimento al dramma del narcotraffico in Messico.

E a chi gli ha chiesto quale è il motivo del suo viaggio, il pontefice ha risposto: "Vado per incoraggiare e per imparare, per confortare nella fede, nella speranza e nella carità. L'ideologia marxista non risponde più alla realtà", ma non per questo la Chiesa smette di condannare le ingiustizie sociali". Il pontefice ha sottolineato poi che la sua visita si compie sulle tracce dei viaggi di Giovanni Paolo II in terra cubana e messicana.

venerdì 16 marzo 2012

Guatemala, Onu chiede abolizione pena di morte

da www.eilmensile.it

16 marzo 2012versione stampabile

L’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Navy Pillay, dopo una visita di cinque giorni nel paese, ha chiesto l’abolizione della pena di morte, che in Guatemala si svolge per iniezione letale. La richiesta ufficiale è stata consegnata al presidente del parlamento, Gudy Rivera, e ai vertici della Corte Suprema: “E’ un gesto che apprezzeremmo” ha detto Pillay.

Nonostante sia ancora in vigore, negli ultimi ventisette casi la pena capitale è stata sempre commutata in ergastolo, è dunque coperta da una moratoria di fatto, che comunque non basta per scongiurarla. L’ultima volta è stata applicata nel 1998; fino al 1996 (anno in cui si concluse la guerra civile cominciata nel 1960) era eseguita per fucilazione. In Guatemala persiste in ogni caso un vuoto legale riguardo a chi detenga la facoltà di concedere l’indulto o di commutare la sentenza e per l’abolizione è richiesta una modifica della Costituzione.

La pena capitale in vigore in diversi paesi americani oltre al Guatemala: Stati Uniti, Cuba, Belize, Guyana, oltre a una decina di isole anglofone dei Caraibi.