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lunedì 18 giugno 2012

Nicaragua, il progetto ambizioso di un nuovo canale

da www.eilmensile.it

18 giugno 2012versione stampabile
A.G.
Il governo di Daniel Ortega vuole costruire un canale che porti le imbarcazioni dal mar dei Caraibi all’oceano Pacifico. Oggi, l’unica soluzione per chi vuole passare da un Oceano all’altro è usare il Canale di Panama, oppure circumnavigare il Sudamerica, con tutti i rischi del caso e i costi altissimi.

Il progetto, ambizioso, è giunto sul tavolo di Paul Oquist, segretario per le opere pubbliche del governo di Ortega. Una volta presentato in Parlamento, il progetto non potrà che essere approvato con velocità, considerata la maggioranza schiacciante del Frente Sandinista de Liberacion, la formazione politica in cui milita Ortega.
“Con questa iniziativa facciamo un passo in avanti e diamo un segnale chiaro a tutto i paesi dell’area e al resto del mondo che il Nicaragua si sta muovendo con quello che è da considerare come un progetto storico utile e necessario per l’umanità” ha detto Oquist.
Secondo le prime stime il nuovo canale potrebbe essere terminato in circa dieci anni per un costo complessivo di circa 23 miliardi di euro (30 miliardi di dollari). Una cifra da capogiro (anche se il vero costo è dato dalla distruzione di intere aree ambientali protette), che potrebbe essere finanziata dal Nicaragua e da alcuni paesi (Venezuela, Brasile, Cina, Giappone, Corea del Sud e Russia), che entrerebbero nel consorzio che si occuperà della costruzione e della gestione del canale.
Gli ingegneri nicaraguensi hanno già identificato più di un’area dove costruire il nuovo Canale. Ma qui potrebbe sorgere un problema. Infatti, parte del percorso potrebbe utilizzare le acque del fiume San Juan, che nasce nel lago Cocibolca e sfocia nel mar dei Caraibi. Il problema è che le acque del fiume sono una frontiera naturale fra Nicaragua e Costa Rica, che non vivono in buoni rapporti ormai da qualche anno per via della diatriba su un isolotto posto proprio in mezzo a quel fiume.

La cancelleria di Stato della Costa Rica ha inviato a Managua una nota per sollecitare l’invio di informazioni tecniche che riguardano la costruzione del canale, che potrebbe ledere i diritti territoriali di San Josè. E ha ricordati i trattati firmati nel corso del ’900 sulle delimitazioni delle frontiere.
“Il Nicaragua non può pretendere di realizzare un canale interoceanico senza ascoltare ciò che dicono dalla Costa Rica, la cui opinione, viste le comuni acque di frontiera, è vincolante” si legge nella nota diffusa dall’amministrazione di San Josè.
Ora, il progetto si trova sui tavoli da lavoro degli esperti ingegneri nicaraguensi. A loro tocca il difficile compito di creare un’opera faraonica e allo stesso tempo non scontentare troppo le organizzazioni ambientali, impeganti a difendere la biodiversità delle aree sottoposte a studio. Da loro un secco no alla costruzione del canale che comprometterebbe davvero troppo la natura locale.