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giovedì 12 dicembre 2013

Caraibi: Schiavitù, chiesti i danni a otto potenze coloniali

da www.atlasweb.it

    di  .  Scritto  il  12 dicembre 2013  alle  6:00.

Non solo Gran Bretagna, Francia e Olanda; anche Spagna, Portogallo, Danimarca, Norvegia e Svezia sono stati inclusi nella lista delle ex potenze coloniali a cui la Commissione per la riparazione della Comunità dei , la , chiede una forma di compensazione per il duraturo impatto della schiavitù nella regione. “Quando affrontiamo la storia, troviamo che la maggior parte delle nazioni europee, incluse quelle del sud e del centro, è stata coinvolta nel commercio di schiavi. Queste nazioni portano l’eredità di questo crimine” ha detto in una conferenza stampa alla University of the West Indies in Giamaica, Hilary Beckles, presidente della speciale Commissione caraibica. Anche Svizzera e Russia, ha aggiunto, sono “sotto osservazione”.caricom
La Commissione si sta preparando a inviare i suoi primi rapporti ai capi di Stato delle nazioni caraibiche perché li studino e decidano come procedere con l’Europa. L’iniziativa della Caricom si basa sulla constatazione che le ferite della schiavitù sono ancora presenti nel tessuto sociale caraibico, così come è evidente un ritardo scientifico e tecnologico della regione che si ritiene derivato dall’approccio economico a lungo incentrato sulla produzione di materie prime, come lo zucchero. Il primo ministro di Saint Vincent, Ralph Gonsalves, che assumerà la presidenza di turno della Caricom all’inizio del 2014, ha promesso di battersi con forza per qualcosa che considera “un tema fondamentale e definitivo della nostra era”.
L’iniziativa ha preso forma a luglio, quando la Caricom ha creato la Commissione per la riparazione dei danni subiti per la schiavitù e il genocidio dei popoli nativi; otto paesi si sono poi dotati di proprie commissioni. I governi caraibici hanno contattato l’ufficio legale inglese Leigh Day, già vincente nella lunga battaglia legale per ottenere indennizzi per centinaia di keniani torturati dal governo coloniale britannico durante la ribellione Mau Mau: l’avvocato Richard Stein ha già annunciato che, se i negoziati con le ex potenze coloniali non andranno a buon fine si rivolgerà alla Corte internazionale di Giustizia.

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